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SE IL VALORE DI VENDITA DELL’IMMOBILE E’ TROPPO BASSO?

Pubblicato il 08/11/2017

Con questo articolo di blog di L' agenzia immobiliare a Roma, A.S.I. Anagnina Servizi Immobiliari oggi vi parleremo quando il valore del prezzo di vendita dell'immobile è  troppo inferiore alla norma e soprattutto come interviene l'organo di  controllo in questione: l'Agenzia delle Entrate. 

L’ Agenzia può venire a conoscenza dell’evasione attraverso vari indizi, quali l’entità del mutuo richiesto dall’acquirente, il confronto con i prezzi degli immobili simili nelle zone adiacenti, tramite le stime dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare.

 Nel caso si verifichi una vendita immobiliare con prezzo troppo basso, l’Agenzia notifica un accertamento per ottenere il pagamento delle maggiori imposte di registro, ipotecaria e catastale, con l’aggiunta di eventuali sanzioni.

Quando si vende/compra casa, si dichiara spesso un valore dell’immobile inferiore rispetto al prezzo effettivamente corrisposto: in questo modo l’acquirente paga meno tasse sull'atto notarile e il venditore riesce a fare del “nero”. I rischi di questa pratica però sono numerosi: l’Agenzia delle Entrate, infatti, è in grado di scovare le evasioni con diversii strumenti come le stime dell’Osservatorio del mercato immobiliare (Omi), l’entità del mutuo richiesto dall’acquirente e il confronto con gli immobili nelle zone adiacenti. In tutti tali casi, la conseguenza è una sola: l’accertamento fiscale.

Ciò che interessa all’Agenzia delle Entrate è che nell’atto di compravendita venga indicata la somma corrisposta dall’acquirente. In caso contrario l’Ufficio può procedere alla rettifica del valore dell’immobile.

Nel caso in cui ci sia stato un pagamento “in nero”, l’Agenzia non può conoscere con esattezza la somma pagata per la conclusione della compravendita. In questo caso si basa sul “valore venale in comune commercio” utilizzando le stime dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI).

Il fisco prende a base del proprio accertamento ulteriori elementi risultanti da altri atti e fatti: ad esempio, l’entità del mutuo stipulato maggiore rispetto al prezzo dichiarato, la relazione tecnica della banca che ha concesso il mutuo. In caso di ricorso all’Autorità Giudiziaria, il Giudice valuta tutte le prove addotte dall’Agenzia, ma, secondo la giurisprudenza, per ritenere fondato l’accertamento è sufficiente lo scostamento tra valore del mutuo erogato all’acquirente e prezzo dichiarato nell’atto notarile.

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